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novembre 16, 2016 - LigeraInk

Una Milano anni 70 nel nuovo studio tattoo e spazio Ligera Ink

La vecchia #milano degli anni ‘70, la #milano degli anni di piombo. Una città fatta di strade vissute fino a tarda ora, di bar non troppo lindi, di fermate del bus, di piccole trattorie e botteghe, di mondo operaio amalgamato al mondo impiegatizio delle prime grandi fabbriche. Una città tutto sommato viva fin nei piccoli anfratti di periferia. In questo contesto si e sviluppata la piccola malavita, la Ligera. Personaggi con maschera da criminali, disorganizzati e sprovveduti. Romanticamente citati nelle canzoni popolari. Una sottocultura così radicata tanto da aver ispirato uno studio di tattoo che dedica e omaggia a tutto questo il proprio nome: Ligera Ink. E non solo. Anche la zona scelta dal suo creatore, per dare vita allo studio, è in simbiosi con questo spirito. Siamo in via Jacopo Palma 5, a pochi metri dalla mm Gambara; territorio Giambellino, così conosciuto grazie anche alla «ballata del Cerutti» di Giorgio Gaber. L’idea nasce da Simone Romeo. Figlio di migranti del sud, nato e cresciuto nella cultura della Sesto operaia. Lo stesso respiro, la stessa aria, dove si è sviluppata nei decenni precedenti la Ligera. Di professione è fotografo lifestyle e autore di libri fotografici; il tattoo è una passione. Ad accomunare i due volti di Simone Romeo è la costante, profonda ricerca di immagini legate ai fenomeni culturali e sociali. Dai ritratti di anonimi e personaggi al folclore dei costumi moderni fino alla contaminazione con le correnti musicali e letterarie. E le storie intorno a noi, sviscerate e raccontate attraverso piccoli attimi fatti di immagine. Fotografia e tattoo si fondono, arti che raccontano una società profondamente cambiata negli ultimi quarant’anni. Il primo tatuaggio Simone lo vede addosso allo zio, all’età di 7 anni, era un marinaio. Affascinato, sente attrazione verso quest’arte di scrivere e decorare la pelle. Oggi decide di aprire il proprio studio specializzato in tatuaggi tradizionali, affiancandolo al lavoro di fotografo. D’altra parte, i tatuatori sono sempre stati personaggi sopra le righe. In qualche modo si rifanno molto a quello che era la piccola criminalità del malavita milanese, povera e disorganizzata. Tutto questo mood è inserito nello spirito dello studio Ligera Ink che oggi si veste di colori e arredo anni ’70. Una location anche stilisticamente coerente con il messaggio del suo creatore che va al di là dello spazio artistico legato al tattoo e si trasforma in una piazza aperta alla comunicazione e all’esperienza. Un viaggio che parte dalla storia della Ligera milanese ed esplora la cultura del tatuaggio applicata negli usi e costumi italiani. Tinte forti, calde, psichedelia a piccole dosi, arredamento “space age”, locandine originali dei polizieschi anni ’70, vinile e tanto materiale plastico. Nulla è lasciato al caso. Ligera Ink è un piccolo angolo di città aperto a iniziative di ampio interesse come mostre fotografiche, presentazioni libri, riviste, musica live. Una location d’altri tempi dove assaporare l’aroma e il sentore della città meneghina anni 70, comunicare, incontrare persone e tornare ancora una volta a vivere. Vivere il rapporto tra le persone e con la città stessa. Quello che la vecchia Ligera, nel bene o nel male ha sempre fatto per #milano.

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