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marzo 06, 2017

Santa Maria a Monte e la tradizione del Lunedì di Pasqua

Santa Maria a Monte è un paese situato tra le città di Firenze, Pisa e Lucca sulle colline che sovrastano la valle del fiume Arno. Il centro storico, posizionato sulla cima di una collina, ha la tipica forma a spirale (o a “chiocciola”) che segue l’andamento dalle antiche mura di difesa. Il territorio comunale si estende dal versante collinare delle Cerbaie e dalla piana dell'Arno fino al padule di Bientina ed include 9 frazioni: Cerretti, Cinque Case, Falorni, Le Fontine, Montecalvoli, Ponticelli, Pregiuntino, San Donato, Tavolaia. Camminando per le stradine del centro storico di Santa Maria a Monte, si possono vedere le rovine delle vecchie fortificazioni medievali, le tipiche case-torri, la torre dell’orologio, il palazzo Podestà e l’antica chiesa della collegiata nota per le sue straordinarie pitture. In questo borgo visse il padre di Galileo Galilei, Vincenzo, compositore e liutaio; e la famiglia di Giosuè Carducci, il cui padre era il medico del paese, abitò in quella che ora è diventata la Casa Museo del poeta, ospitante la mostra permanente Tenero Gigante con dipinti dell’artista Antonio Possenti. Sotto le strade di Santa Maria a Monte si trova una vera e propria città sotterranea, e nel borgo ci sono i resti di un’antica Pieve, il parco archeologico La Rocca, sul punto più alto, con tracce etrusche, le testimonianze del fortilizio fiorentino e un osservatorio astronomico, punti di interesse di un centro abitato e vissuto nei secoli. A celebrazione delle bellezze dell’antico borgo "là su la fiorita collina tosca" di memoria carducciana, si prepara per Pasqua e soprattutto per Pasquetta un tripudio di eventi, in cui la cultura popolare, l'arte e la tradizione incontrano la celebre devozione dei santamariammontesi per la patrona beata Diana Giuntini. La tradizione del lunedì di Pasqua vede la Processione delle Paniere, ceste colme di fiori che sono portate in corteo sulla testa dalle ragazze del luogo, in onore di Beata Diana. Le paniere, ognuna delle quali è preparata in concorrenza in quartieri diversi, ricordano il recipiente dell’olio per la lampada che arde di continuo davanti all’urna di Diana, portato dalle donne in capo anticamente. La storia ci racconta che Diana fu una giovane che scelse di vivere in povertà e dedita ad una vita contemplativa, proveniente da una ricca famiglia di Santa Maria a Monte, la famiglia Giuntini. La tradizione vuole che Diana, incontrando il padre, contrario alla sua vita dedita ai bisognosi, trasformò il pane che portava in grembo in fiori , per poi ritrasformarlo in pane e donarlo ai poveri. A tale tradizione si ispira appunto l’evento della Processione delle Paniere: così sono infatti chiamate le cesta di fiori (le paniere) trasportate da ragazze che il pomeriggio del lunedì di Pasqua (giorno della morte di Diana Giuntini) completano, accompagnate da un 'cavaliere', il tragitto che va dalla cappella dedicata alla Beata alla Collegiata L’esistenza di Diana trova conferma già nel 1373 nella testimonianza di un ospedale dedicato alla “Beata Diana in S. Maria a Monte” che va ad accrescere l'idea che questa donna riempisse la propria vita di carità autentica verso i più poveri. Le spoglie della Beata Diana sono conservate in un'urna di vetro con intelaiatura di legno dorato, riccamente scolpita, posta in un loculo a fianco dell'altare nella Collegiata di San Giovanni.

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